Thursday, March 20, 2008

Grande Schermo: The Darjeeling Limited

Non é possibile... il 2008 é decisamente una grande annata per il cinema... Ancora l'ennesimo gran film...
Tanto per capirci...
Jack: What did he say?
Peter: He said the train is lost.
Jack: How can a train be lost? It's on rails.

Il treno per il Darjeeling
(The Darjeeling Limited)
Un film di Wes Anderson. Non saprei da dove cominciare, troppe cose da dire, e troppe che non sarebbe il caso di dire per non togliervi lo squisito piacere di scoprirle da soli.. Non sto a farvela lunga sul simbolismo dei bagagli, sul viaggio visto come percorso d'iniziazione alla vita adulta, sulla ricerca di sè stessi, e tutti gli altri contenuti e motivazioni che si possono ritrovare in questo film..
Andiamo con ordine?
Naaaaaaaaa. Cominciamo dalla musica allora, supervisionata da qul mostro di Randall Poster, per la prima volta Wes non si affida a Mark Mothersbaugh per le musiche originali, ma principalmente utilizza le musiche del mitico cineasta e compositore indiano Satyajit Ray (a cui il film é dedicato), troviamo pure 3 pezzi dei Kinks e Play With Fire dei Rolling Stones, e persino Les Champs-Élysées di Joe Dassin, ma la vera chicca é "Where Do You Go To (My Lovely)" di Peter Sarstedt (cfr. riferimenti).
Peter Sarstedt, "Where Do You Go To (My Lovely)" [mp3]

Passiamo alle sublimi scenografie di Simona Migliotti, dai colori "indiani", ma a dir il vero anche andersoniani, ricche di motivi e oggetti minuziosamente scelti che vanno d'amore e d'accordo con la delicata fotografia ad opera del solito -per quanto riguarda i film di Anderson- Robert Yeoman. La raffinatezza ed il gusto per il dettaglio di Anderson investono anche i 3 identici vestiti grigi dei personaggi (suppongo disegnati e fatti su misura dalla pluripremiata costumista Milena Canonero) e il set di valigie disegnate da Marc Jacobs per Louis Vuitton. Ritorno un attimo sui completi in fresco di lana dei fratelli Whitman che mi hanno affascinato durante tutta la proiezione... stupendi, ne voglio uno anche io.. stesso taglio, ma tonalità diverse di grigio, due bottoni ed un passante sulla schiena, stesso discorso per le tre camicie, colori e bottoni diversi sullo stesso taglio.. La scena si ripete per un breve flashback versione in nero con cravatte diverse ed é quasi identica per quanto riguarda i due pyjamas forniti dal Darjeeling Limited, mentre il terzo fratello indossa un accappatoio del Hotel Chevalier. A questo proposito Hotel Chevalier é anche il prologo, o Parte Prima, di questo film, surreale come sempre, ci fa scoprire una Natalie Portman alquanto lanciata, la visione meriterebbe anche solo per la posa super glamour della Portman nacked with white socks. Forse sarebbe il caso di spendere due parole sul cast... Superbo cameo di Bill Murray ad inizio film.. (Wes Anderson voleva il suo Karl Malden delle pubblicità Amex, e l'ha avuto..) e rapida presenza finale d'Anjelica Huston nel ruolo della madre. I personaggi di contorno sono eccellenti, dalla brava e bella Amara Karan al solito Kumar Pallana. I tre fratelli sono 100% andersoniani... a partire da Francis, il primogenito, organizzatore despotico é il personaggio interpretato dall'amico di sempre Owen Wilson, che ironicamente ha un personaggio tristemente simile alla realtà visto che ha rischiato di essere il suo ultimo film... Il fratello mediano, Peter, malinconico, lunare e forse anche un po' cleptomane é stato affidato allo strepitoso Adrien Brody, sicuramente il personaggio più immaturo, ma allo stesso tempo quello che risulta il più equilibrato, é sicuramente quello in cui mi sono immedesimato e quello che mi ha trasmesso di più... (constatazione personale: ultimamente l'ho rivisto nel Pianista, che gran attore). A completare il trittico il più giovane Peter, scrittore scalzo, quello più bohème, romantico nel senso stretto del termine, interpretato da Jason Schwartzman, che come Wilson ha debuttato con Anderson, e in questa occasione ha scritto la sceneggiatura insieme al regista e suo cugino Roman Coppola, quello dello strepitoso e misconosciuto CQ. A proposito di sceneggiatura... risultato di una gestazione quasi decennale, é il frutto dell'amicizia che lega i tre autori, prima della stesura finale, hanno compiuto il percorso in treno attraverso l'India sicuramente per trovare le location adatte, ma anche per consolidare questo delicato spaccato di vita. Ma se parlassimo rapidamente di Wes Anderson e del suo film? Per carità no! Restiamo nel finto random.. Spassosi persino i nomi dei medicinali: Narco-Cough (sciroppo alla codeina) Hypnoaid (capsule di Xanax) Opiosedate (gocce alla morfina). Chiaro omaggio a due dei suoi registi preferiti, Loius Malle e Jean Renoir per sua stessa ammissione il film trae forte inspirazione dai loro L'Inde Fantôme e Le Fleuve. Forse non tutti sanno che Wes Anderson vive sei mesi l'anno a Parigi, gli altri sei a New York... mica scemo! Sempre per il F.N.T.S.C. Jason Schwartzman era il batterista dei Phantom Planet quelli di "California" il cui video é stato girato da Roman Coppola.

uscita nelle sale: giovedì 24 aprile 2008.
"I wonder if the three of us would've been friends in real life. Not as brothers, but as people"

3 comments:

zio Gil said...

Il suddetto flick mi interessava fin da quest'estate. Ora poi, con questa recensione stocastica, mi stai sfiorando ir pùndo ggì. Sperèmm.

Sabrina said...

si é vero é molto congetturale...
é iper pop come sempre..


eu man c'hoo voglia di loggareout..

Marco said...

grande CQ!
(posso dire anche che la angela lindvall è gran figa??...non vorrei cadere nel banale!)