Friday, January 09, 2009

Patria o Muerte!

Ieri sera sono andato al cinema... ed ho visto il primo capitolo del biopic su un certo Ernesto Guevara De la Serna. Il titolo di questo post all'origine sarebbe dovuto essere: "L'histoire de l'homme au chapeau mou qui tirait dans la nature"*... poi non me la sono sentita... é dura dare un parere avendo visto che la prima parte... ma ci provo lo stesso...
Che - L'argentino
(The Argentine)
Un film di Steven Soderbergh. Cinema d'azione o riflessione sulla lotta armata? Entrambi secondo me. Questa prima parte riguarda il periodo della Rivoluzione cubana (tra il '55 e il '59), personalmente ero più curioso di vedere il trattamento della pellicola e dell'icona che della storia (che per altro conosco relativamente bene); Soderbergh utilizza la nuova, agilissima camera digitale Red, quasi sempre in ambienti e con luci naturali, la fotografia, il taglio e il modo in cui é girato mi hanno letteralmente investito, é pur vero che sono un suo fan incondizionato, ma é anche vero che ero piuttosto titubante rigurdo a questo progetto... Davanti ad un personaggio, un simbolo, ma al contempo una persona, con i suoi limiti, le sue debolezze e, diciamolo pure, le sue follie. Devo dire che per il momento il risultato é decisamente sorprendente, la narrazione, condita da flash-forward, é fluida e intensa senza scadere nel facile manierismo da biopic, non viene fuori un Che personaggio (leggi caricaturale), ma neanche si scivola nel Che persona (lato intimo o personale, che chiunque può cogliere e raffigurarsi leggendo i suoi scritti e le varie biografie), anzi piano sequenza dopo piano sequesta lo spettatore assiste alla nascita di un mito. Come scrisse Jean Paul Sartre: "grande intellettuale, ma non solo: il più completo essere umano della nostra epoca". Risulta impressionante il lavoro di mimesi, i volti, i gesti, le espressioni, i costumi... e non sto parlando solo di Benicio Del Toro, ma anche degli altri due attori che interpretano Fidel e Camilo Cienfuegos (rispettivamente Demian Bichir e Santiago Cabrera). Non vi racconto nient'altro perché vale la pena di scoprirlo da sé, anche se i primi 10 minuti possono risultare lenti, poi si ha l'impressione di guardare un clip... Forse per il momento l'unica critica che si può avanzare é riguardo ai rapporti con Castro (veramente abbozzati), vediamo come procede, anche se ho il sospetto che la seconda parte, incentrata sul periodo boliviano, lascierà alle sue spalle tutto l'interessante discorso della gestione del potere, della sua disastrosa politica industriale (mai stato un buon politico), ma soprattutto, mio malgrado, verrà saltata di pari passo l'esperienza africana... Peccato per l'inevitabile reticenza nell'affrontare i lati più problematici del personaggio. Ma alla fine non si può avere tutto.

Per vederlo in Italia bisognerà attendere fino al 20 febbraio. Per sapere se il secondo capitolo merita altrettanto dovete aspettare il 28 gennaio, data d'uscita francese...

*La storia dell'uomo col cappello molle che sparava nei boschi.

3 comments:

el señor dionigi said...

Ho visto il film qualche mese fa qui a Madrid e mi è sembrato un'opera meravigliosa, compiuta, ho negli occhi il verde della foresta e l'azzurro delle case di Santa Clara, ha il grande merito di raccontarti la storia di Che Guevara senza farti pensare mai a Che Guevara, alle magliette al concerto del primo maggio, a quelli un po' tonti che parlavano alle assemblee del liceo. Perchè ti racconta, superbamente, una delle migliori storie che si possano raccontare, e questo basta a riempirci la testa (i lati oscuro, per quando torniamo a casa).
Sr. Dionigi

Alfio Garozzo said...

madonna che bel commento, complimenti.

Hobson said...

attendo impaziente