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Tuesday, February 03, 2009

rapidi e vergognosi

Tre film uno più interessante dell'altro su cui si potrebbe sproloquiare per giorni. Invece no, dopo una settimana di post lungherrimi si cambia rotta.
Nel mio autismo della domenica sono riuscito a trovare un elemento comune in tutti i tre film: per ovvie e diverse ragioni, già sapevo la storia, non per filo e per segno, ma quasi... In tutti e tre i casi (per altro 3 film lunghetti.. tutti oltre i 120 minuti), mi son dimenticato delle mie doloranti ginocchia e sono rimasto incollato allo schermo.

Che - Guerrilla
(Guerrilla) Un film di Steven Soderbergh. Aveva voglia di fare questo film, e per giustificarsi ha fatto la prima parte. Struggente.

The Millionaire
(Slumdog Millionaire) Un film di Danny Boyle. Mi pare che tutto sia già stato detto. Travolgente.

Operazione Valchiria
(Valkyrie) Un film di Bryan Singer. Mai avrei pensato di parlar bene di Tom Cruise due volte in meno di 4 mesi. Appassionate. (un gradino sotto gli altri due).

Friday, January 09, 2009

Patria o Muerte!

Ieri sera sono andato al cinema... ed ho visto il primo capitolo del biopic su un certo Ernesto Guevara De la Serna. Il titolo di questo post all'origine sarebbe dovuto essere: "L'histoire de l'homme au chapeau mou qui tirait dans la nature"*... poi non me la sono sentita... é dura dare un parere avendo visto che la prima parte... ma ci provo lo stesso...
Che - L'argentino
(The Argentine)
Un film di Steven Soderbergh. Cinema d'azione o riflessione sulla lotta armata? Entrambi secondo me. Questa prima parte riguarda il periodo della Rivoluzione cubana (tra il '55 e il '59), personalmente ero più curioso di vedere il trattamento della pellicola e dell'icona che della storia (che per altro conosco relativamente bene); Soderbergh utilizza la nuova, agilissima camera digitale Red, quasi sempre in ambienti e con luci naturali, la fotografia, il taglio e il modo in cui é girato mi hanno letteralmente investito, é pur vero che sono un suo fan incondizionato, ma é anche vero che ero piuttosto titubante rigurdo a questo progetto... Davanti ad un personaggio, un simbolo, ma al contempo una persona, con i suoi limiti, le sue debolezze e, diciamolo pure, le sue follie. Devo dire che per il momento il risultato é decisamente sorprendente, la narrazione, condita da flash-forward, é fluida e intensa senza scadere nel facile manierismo da biopic, non viene fuori un Che personaggio (leggi caricaturale), ma neanche si scivola nel Che persona (lato intimo o personale, che chiunque può cogliere e raffigurarsi leggendo i suoi scritti e le varie biografie), anzi piano sequenza dopo piano sequesta lo spettatore assiste alla nascita di un mito. Come scrisse Jean Paul Sartre: "grande intellettuale, ma non solo: il più completo essere umano della nostra epoca". Risulta impressionante il lavoro di mimesi, i volti, i gesti, le espressioni, i costumi... e non sto parlando solo di Benicio Del Toro, ma anche degli altri due attori che interpretano Fidel e Camilo Cienfuegos (rispettivamente Demian Bichir e Santiago Cabrera). Non vi racconto nient'altro perché vale la pena di scoprirlo da sé, anche se i primi 10 minuti possono risultare lenti, poi si ha l'impressione di guardare un clip... Forse per il momento l'unica critica che si può avanzare é riguardo ai rapporti con Castro (veramente abbozzati), vediamo come procede, anche se ho il sospetto che la seconda parte, incentrata sul periodo boliviano, lascierà alle sue spalle tutto l'interessante discorso della gestione del potere, della sua disastrosa politica industriale (mai stato un buon politico), ma soprattutto, mio malgrado, verrà saltata di pari passo l'esperienza africana... Peccato per l'inevitabile reticenza nell'affrontare i lati più problematici del personaggio. Ma alla fine non si può avere tutto.

Per vederlo in Italia bisognerà attendere fino al 20 febbraio. Per sapere se il secondo capitolo merita altrettanto dovete aspettare il 28 gennaio, data d'uscita francese...

*La storia dell'uomo col cappello molle che sparava nei boschi.