Thursday, January 17, 2008

Grande Schermo: 1418 = 13... ma quando mai? Invece sì

Uscito solo ieri in Francia, mi sono precipitato a vedere questo film a cui nessuno dava una lira, ma che é stato estremamente ben accolto... anche dalla critica specializzata...

1408
Un film di Mikael Hafström. Quattordici ZeroOtto (si legge così: piano dell'hotel e numero della stanza) é un film dove per i primi quindici minuti ti caghi in mano. Poi un po' meno, però ti fai prendere dalla storia, inoltre, prima non ti accorgi che é passata più di un'ora e mezza e dopo nn ti rendi tanto conto che é la fine. Diamo a Cesare quel che é di Cusack: Questo film regge principalmente sulle spalle del buon vecchio John. Il resto é dato dal racconto breve di Stephen King su cui si basa la storia e dalla regia dello svedese Mikael Håfström. INCISO- questo é il secondo King che Cusack interpreta.. ve lo ricordate Cusack in Stand by Me? Era il fratello morto in guerra -fineINCISO Devo dire che mi é piaciuto parecchio, valeva la pena di vederlo scomodissimo in prima fila con davanti uno schermo grande quanto 4 spinnaker di Alinghi uno affianco all'altro... L'unico tasto dolente... il finale.. un po' fuffa.. ma tant'é... spesso é così... se vi capita tra le mani il DVD, nella edizione Director's Cut, c'é l'Alternate ending. In ogni caso... non mi é parso tanto un horror... Gran tensione e suspence che accompagnano lo spettatore lungo tutto il fim.... a me a dir il vero mi ha accompagnato pure il commento ininterrotto della tipa due posti più a sinistra, per fortuna si é quietata negli ultimi 20 min.. Concludo citando a pezzi una delle più terribili arpie della critica cinematografica Mariarosa Mancuso de Il Foglio:
"Il portiere è Samuel L. Jackson, che prima con le buone e poi con le cattive spiega: "Da quella stanza nessuno è uscito vivo" (nulla dice invece su un eventuale pagamento anticipato della tariffa). ... D'ora in poi li guarderemo con sospetto: quando i film di paura riescono bene come questo, qualcosa resta addosso (non fanno lo stesso effetto gli "hostel", per restare in tema). Un gioco di parole letto su Variety – Inn-cubus, dove Inn sta per locanda – rende bene l'idea. Vecchia di almeno 85 anni: "La camera grigia" di Eden Phillpotts, giallista molto amato da Borges, uscì nel 1921. "


5 comments:

Eazye said...

chi scopre la gabola é bravo... e già vi ho dato un indizio.. dicendo che vi é un gabolone...

nikola.b said...

non ho letto niente perchè voglio assolutamente andare a vederlo prima :p

z said...

ho visto il trailer cn una ex: mi sn cagato addosso, decidemmo di andare a vedere heartbreaking. poi sai cm'è finita :D
ciao
z

Sasilvia said...

Good post.

Anonymous said...

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