a sto punto..
aspettando il BELLERRIMO post di Ste su Rodolfo and Me, risultato di una skypizzazione.
"When a true genius appears in the world, you may know him by this sign, that the dunces are all in confederacy against him." -Jonathan Swift-
Il ritorno a Delhi e` pesante e per rilassarci io e Davide andiamo a berci una birra al bar dell`hotel Hyatt, un cinque stelle. Il contrasto tra la miseria della strada e il lusso del bancone di legno con le magnum di Moet & Chandon e` sconvolgente e a tratti irritante: paghiamo due baguette al bar dell`hotel 250 rupie e una birra 350 rupie, quando un indiano medio riesce a sopravvivere con 30 rupie al giorno.
L`India non e` un paese ma un circo: per capirlo e` sufficiente percorrere qualche chilometro su una strada Indiana. Noi ne abbiamo percorsi 400 in due giorni; essendo la velocita` media di 50 all`ora, oltre a metterci un sacco di tempo hai anche modo di vedere un mucchio di cose. La strada e` la vita, tutto si consuma ai suoi bordi. Miseria, fango, sporcizia, negozi, bambini che giocano a piedi scalzi nella spazzatura, mucche che brucano non si sa cosa. Il viaggio per Agra e` lungo ma comodo, molto diverso da quelli che mi e` capitato di fare in passato, a bordo di scomodissimi autobus: qui sono su un auto, con autista e aria condizionata. Il bravo Sanjay e` miracoloso nell`evitare scontri con qualsiasi oggetto semovente; per capire com`e` fatta un`autostrada Indiana e` sufficiente pensare alla Milano-Como, senza svincoli, con mucche, persone e carretti che attraversano in continuazione, carri trainati da biclette, camion in contromano e tuctuc in corsia di sorpasso che improvvisamente svoltano dalla parte opposta a quella che uno si immagina.
Il matrimonio dista appena 30 chilometri ma il viaggio si rivela ben presto un`odissea: i lavori per la metropolitana paralizzano Entriamo all`interno e ci accoglie un
Per inciso, visto che il matrimonio e` tra bramini hindu, l`alcool e` vietato: trattasi quindi di un dry wedding, una palla mostruosa. Per fortuna ci sono alcuni colleghi di Davide coi quali costituiamo un gruppo di Italiani.
In fondo al
Verso mezzanotte la gente inizia a sciamare e visto quanto ci abbiamo messo all`andata decidiamo di andare anche noi, visto che domani la sveglia e` fissata per le 6 e 30 per andare ad
L`
All`uscita una fiumana di gente con la faccia scura e Davide, il nostro ospite, che con la sua erre arrotata esclama "Steeee. Marrryyyy!". Forti abbracci ad un amico che non vediamo spesso e poi fuori, verso l`India, verso questo paese di oltrre un miliardo di abitanti. Ci accoglie Sanjay, l`autista, che ci accompagna lungo larghe strade alberate e larghi rondeaux verso casa di Davide, a Defence Colony, la zona ricca di questa megalopolis da 13,5 milioni di abitanti, in larga parte poveri.
Il tempo di lasciare le borse e si va a ballare, e` mezzanotte e mezza ormai, ma fa nulla. Dritti verso una discoteca di Delhi, uno di quei posti che non conosci se non sei con qualcuno che ci abita. Il posto e` kitch ma divertente: scene del kamasutra intagliate in legno sui muri, una tetta con tanto di capezzolo esce da una colonna, in pista indiani e sranieri (quasi tutti, immagino, residenti), belle ragazze, un francese gay che ci prova con Davide e noi stanchi ma felici e curiosi di vedere uno spaccato di India che e` diverso dal lerciume a cui sono abituato.
Davide e` l`imperatore
Alle due siamo a letto e la mattina dopo, nonostante la sveglia, la passiamo dormendo. Finalmente alle 3
Alle 4 e mezza usciamo con Sanjay che ci porta verso il parlamento e l`
...continua